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ALMENO UN TAPIRO D'ORO (Gaudiano story: aspettando Godot)



Il 27 novembre scorso il Dott. Carlo Gaudiano, medico materano finito suo malgrado al centro di una terribile e ormai arcinota vicenda di mobbing, è stato audito presso la Quarta commissione della Regione Basilicata in merito ad un ennesimo comportamento ostativo posto in essere dall’Azienda Sanitaria di Matera nei suoi confronti. Certo è che la notizia dell’audizione proprio non può considerarsi uno scoop dal momento che è la terza volta che una volenterosa assise regionale, variamente composita, ascolta una vicenda che ha dell’assurdo, si stupisce, si indigna, promette battaglia e poi … e poi non si sa come andrà a finire questa volta, ma bene si sa come è andata a finire le altre due. La prima audizione del Dott. Carlo Gaudiano (da non confondersi con quel Dott. Vito Gaudiano che in questa storia pure ha un ruolo, sebbene assai diverso) risale niente di meno che al luglio 2002, quando la penosa vicenda era ai suoi albori e sarebbe stata ricomposta con conseguenze assai meno gravose e dolorose se solo qualcuno l’avesse presa seriamente in considerazione. Dopo più di dieci anni poi, il 18 marzo 2013, con una nuova audizione, la Quarta Commissione regionale prendeva atto del fatto che, mentre la politica dormiva i suoi sonni più profondi, un tribunale aveva riconosciuto che nei confronti del Dott. Carlo Gaudiano erano stati posti in essere comportamenti ed azioni lesivi della sua dignità umana e professionale ed intimava che la vittima fosse risarcita con una somma di denaro nonché, principalmente, con il ripristino totale del suo ruolo; ruolo che, peraltro, era non da poco, se si considera che grazie al suo impegno ed alla sua passione proprio a Matera, nel luglio del 1990, fu fatto il primo prelievo in Italia di cellule staminali da sangue cordonale e che nel 1996 fu istituita a Matera una banca di cellule staminali da sangue cordonale tra le prime in Europa. Di fronte a tali sviluppi il consigliere Venezia, che aveva caldeggiato l’audizione, si indignava, il consigliere Mazzeo ricordava di aver già fatto una interrogazione regionale in merito e sottolineava la necessità di audire l’assessore, mentre il consigliere Romaniello, per buon peso, chiamava in causa anche il direttore generale dell'Asm con il quale –diceva- bisognava verificare la coerenza tra le scelte politiche e gli atti fatti dall'Azienda. Paradossalmente tutto questo accadeva quando dall’inizio della storia si erano già avvicendati ben cinque direttori generali.

Il 27 novembre scorso –dicevamo- si è tornati punto e a capo: nuova audizione, stesso copione, diversi, ma non tutti, i consiglieri presenti; per la cronaca Bradascio, Napoli, Rosa, Romaniello, Cifarelli, Pace, Perrino, Galante e Santarsiero (quest’ultimo non membro ufficiale della commissione). Il Dott. Gaudiano racconta per l’ennesima volta la vicenda e per l’ennesima volta suscita l’indignazione dei presenti i quali, peraltro, devono prendere atto del fatto che la già citata sentenza è ormai passata in giudicato e ciò nonostante il medico, riconosciuto vittima di circa dodici anni di mobbing, non solo non ha riottenuto quanto ingiustamente è stato sottratto alla sua dignità umana e professionale, ma è ancora ostacolato nel suo lavoro al punto che gli vengono negati dati che, in qualità di dirigente medico responsabile dell’U.O.S. emoglobinopatie, gli sono addirittura necessari. E così, a distanza di quasi due anni, si ripetono anche le conclusioni a cui giungono, più o meno unanimemente, tutti i consiglieri: è necessario convocare il direttore dell’Asm nonché l’assessore (nel frattempo cambiati entrambi, oggi rispettivamente Andrea Sacco e Flavia Franconi, allora invece Rocco Maglietta e Attilio Martorano ) e ripristinare lo stato di legalità, verificando anche il perché di fatti e circostanze evidenziati dal Dott. Gaudiano che sembrano confliggere con le norme di trasparenza e anticorruzione. Insomma, ottimo risultato. Ottimo apparentemente. Il rischio, infatti, è quello di ritrovarsi qui tra circa un paio d’anni ( Dio non voglia tra altri dodici!) a ripromettersi di audire un ennesimo assessore, un direttore nuovo di zecca (anche se questo è difficile, visto che gira e volta è la solita staffetta) per ripristinare uno stato di legalità di cui evidentemente si sarà persa ogni cognizione e per verificare a babbo morto l’impossibilità di applicare la sentenza. Ma qui non ci sono fan dell’apocalisse e nemmeno gufi, almeno per non dispiacere al Totem del Governatore che tali innocui volatili sembra intravederli un poco ovunque; in fondo qui ci sono persone che ancora, persino contro ogni logica evidenza, mostrano di credere nella politica e nelle Istituzioni, nonostante un centro di eccellenza per le staminali praticamente distrutto, nonostante una straordinaria banca cordonale buttata via, nonostante un licenziamento ingiusto, oltre dieci anni di mobbing, una caterva di tentativi di delegittimazione e un danno immane per le casse e l’immagine della Regione; e nonostante un’inutile “lezione cardiochirurgia” del San Carlo in cui si è giunti al morto a furia di non vedere, non sentire e non parlare. In fondo per Carlo Gaudiano si spera e si attende una definitiva e positiva risoluzione della vicenda, capace di conciliare le mutate situazioni interne all’Azienda Sanitaria senza continuare a ledere il diritto di un professionista che oggi sta dimostrando all’estero di essere una grande risorsa e, paradossalmente, sta portando vanto a questa regione che non ha saputo o non ha voluto difenderlo. O in mancanza, ci si attende almeno un premio, Presidente Pittella, per un cittadino che crede nella legge, crede nella giustizia e ancora ha voglia di rivolgersi alla politica per chiedere di rimediare ad un danno che la politica stessa ha perpetrato. Un premio sì, che altro non potrebbe essere che un tapiro d’oro.

                                                 Anna R. G. Rivelli                                                                                                                                                               

Pubblicato il 1/12/2014 alle 14.16 nella rubrica Diario.

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