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MOZIONE SULLA GIUSTIZIA IN BASILICATA
22 novembre 2008
 

MOZIONE SULLA GIUSTIZIA IN BASILICATA

L'Assemblea Pubblica sulla Giustizia in Basilicata, promossa dalle associazioni Progetto Legalità, Cittadini Attivi, Un Cuore Per...., Rinascita Civile, Radicali Lucani, Pensiero Attivo, Associazione Antiracket, Circolo Lucano e A.I.C.S. Matera, presieduta dal Prof.Cosimo Lorè, ordinario di medicina legale dell'Università di Siena, con l'assistenza del Segretario Maurizio Bolognetti e la collaborazione degli scrutatori Santeramo Maria e Nicoletti Emanuele;

TENUTO CONTO

- della situazione socio-economica della Basilicata, caratterizzata:

- dalla chiusura quasi quotidiana di aziende del comparto industriale;

- dal pesante indebitamento delle aziende agricole che, in alcuni casi, supera addirittura il valore delle stesse;

- dalla profonda crisi del polo del salotto, le cui maestranze continuano ad essere collocate in cassa integrazione ovvero licenziate;

- dalle difficoltà del settore artigianale, per i costi fissi insostenibili a causa della mancanza di commesse;

- da una diminuizione dei consumi con gravi riflessi negativi sulle attività commerciali;

- dalla crisi del settore edìle;

TENUTO ALTRESI' CONTO

- dell'utilizzo scorretto di risorse finanziarie pubbliche, senza che la magistratura contabile, amministrativa e giudiziaria sia riuscita, negli ultimi quindici anni, ad evitare il fenomeno ovvero a contenerlo;

- del mancato recupero di danaro pubblico nei confronti di chi ha beneficiato di contributi a fondo perduto ovvero di finanziamenti agevolati, senza raggiungere gli obiettivi previsti nei relativi atti concessori;

- dell'altissimo tasso di inoccupati e disoccupati, pari a circa il 27% nonostante le immense ricchezze regionali, costituite da enormi giacimenti petroliferi, consistente disponibilità di acqua e risorse ambientali;

- dello svuotamento ed abbandono delle aree interne ove si continuano a registrare intensi flussi migratori extraregionali;

- della inefficienza della sanità pubblica con altissimi costi ingiustificabili rispetto alla qualità delle prestazioni;

CONSIDERATO

- che a distanza di molti anni ancora non sono stati assicurati alla giustizia i responsabili di omicidi che hanno turbato l'opinione pubblica;

- che la durata delle cause civili è oltremodo irragionevole (anche vent'anni per due gradi di giudizio);

- che anche la Giustizia Amministrativa si distingue per eccessiva durata dei procedimenti, nonostante il calo consistente dei ricorsi (circa la metà rispetto agli inizi degli anni '90);

- che le Amministrazioni pubbliche territoriali, in assenza di una giustizia celere ed efficiente, si caratterizzano con gestioni approssimative delle poche risorse di cui dispongono, soprattutto in materia di appalti pubblici (emblematici sono gli appalti pubblici della Provincia di Matera, che generano contenziosi provocando dei cantieri);

- che i concorsi pubblici sono oggetto di frequenti impugnazioni e contestazioni a livello giudiziario;

- che alle lungaggini dei processi, alla carenza di personale amministrativo, di magistrati e di risorse, si è aggiunto il quadro preoccupante emerso dall'inchiesta "Toghe Lucane", che vede indagati magistrati e politici di primo piano per gravissimi reati, tra cui quello di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari; reati che destano particolare allarme sociale;

RITENUTO

- che il peggioramento della situazione socio-economica regionale non si giustifica in presenza delle ingenti ricchezze della regione Basilicata;

- che i cittadini lucani hanno perso fiducia nelle istituzioni;

- che l'inchiesta "Toghe Lucane" ha compromesso l'immagine e la credibilità della giustizia in Basilicata;

- che per favorire la pace sociale ed il consolidamento della democrazia in Basilicata è più che mai necessario ridare credibilità al sistema giustizia in Basilicata;

- che per il raggiungimento di tale obiettivo non può prescindersi dalla immediata copertura dei posti vacanti del personale amministrativo e dei magistrati negli uffici giudiziari del distretto della Corte di Appello di Potenza, nonchè procedere ad applicazione extraterritoriale per sostituire magistrati in aspettativa e per smaltire eccessivi carichi di lavoro affidati ad un numero inadeguato di titolari di funzioni (vedi Sezione Distaccata di Pisticci del Tribunale di Matera, ove un solo magistrato del settore civile è costretto a far fronte ad un numero di procedimenti molto alto, con conseguenti rinvii delle cause a circa tre anni);

- che per le note vicende di "Toghe Lucane" vi è stato il trasferimento del Presidente del Tribunale di Matera e di un sostituto procuratore della D.D.A. della Procura di Potenza;

- che tale trasferimento non ha rimosso le incompatibilità funzionali ed ambientali esistenti per ridare credibilità alla giustizia;

CONSIDERATO

- che il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Potenza, Dott.Vincenzo Tufano, ed il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, Dott.Giuseppe Chieco, sono coindagati, unitamente a uomini politici di primo piano, del reato di associazione per delinquere <<....al fine di commettere più delitti, ed in particolare quelli di corruzione e corruzione in atti giudiziari.....occultando anche i legami tra di loro e soprattutto tenendo segreti le finalità e gli scopi del sodalizio criminoso....>>, oltre che di gravissime altre ipotesi delittuose come si è avuto modo di apprendere dalla stampa;

- che, ai sensi dell'art.16 del R.D.Lgs. 31.5.1946 n.511, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello esercita la sorveglianza sui magistrati e sugli uffici della Procura Generale e delle Procure presso i Tribunali, mentre il Procuratore della Repubblica esercita la sorveglianza sui magistrati addetti ai propri uffici;

- che, in base all'art.412 c.p.p., il Procuratore Generale presso la Corte di Appello dispone con decreto motivato l'avocazione delle indagini preliminari se il Pubblico Ministero non esercita l'azione penale o non richiede l'archiviazione nel termine stabilito dalla legge o prorogato dal Giudice e che lo stesso può altresì disporre l'avocazione a seguito della comunicazione prevista dall'art.409 comma 3 c.p.p.;

- che, in virtù delle richiamate norme, il Dott.Tufano, Procuratore Generale, esercita il potere di vigilanza e di avocazione nei confronti del Dott.Chieco, Procuratore della Repubblica di Matera;

- che le gravi ipotesi delittuose a carico dei citati due magistrati, nell'ambito del procedimento "Toghe Lucane", comportano fatalmente una comune difesa tesa a dimostrare l'inesistenza del contestato vincolo associativo tra loro e uomini politici della Basilicata;

- che, quindi, le posizioni funzionali ed ambientali del Dott.Tufano e del Dott.Chieco sono palesemente incompatibili, versandosi in ipotesi in cui il controllore esercita il potere di vigilanza e di avocazione nei confronti del suo coindagato;

- che l'incompatibilità ambientale prescinde dall'accertamento o meno della responsabilità dell'indagato, poichè entra in gioco la lesione al prestigio dell'ordine giudiziario, ferma restando la presunzione di non colpevolezza ex art.27 Cost. fino a sentenza passata in giudicato e che, ai fini dell'incompatibilità ambientale, deve tenersi conto del pericolo del prestigio della funzione, se questa possa veicolare nell'ambiente esterno, e cioè nell'opinione pubblica, una percezione sfavorevole circa l'indipendenza e l'obiettività del magistrato nell'esercizio della sua attività;

- che, nella fattispecie, trattasi di magistrati requirenti con responsabilità apicali nell'ambito dei rispettivi uffici (Procura Generale della Repubblica presso Corte di Appello di Potenza e Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera), la cui posizione non deve generare dubbi o sospetti nel comune cittadino, allorquando questi avverta la necessità di sollecitare l'azione penale nei confronti di politici e responsabili di centri di affari all'interno della regione Basilicata;

RAVVISATA

- l'indifferibile esigenza di rimuovere immediatamente l'evidenziata ed oggettiva incompatibilità funzionale ed ambientale;

tutto ciò premesso e ritenuto, l'assemblea pubblica sulla giustizia in Basilicata

CHIEDE

- al Sig.Presidente della Repubblica, quale Capo della Stato;

- al Sig.Presidente della Repubblica, quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura;

- al Sig. Ministro della Giustizia;

- al Sig.Procuratore della Generale presso la Corte di Cassazione;

- al Consiglio Superiore della Magistratura;

- alla Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura;

- alla Quarta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura;

di assumere ovvero sollecitare ovvero favorire, per quanto di competenza, provvedimenti urgenti tesi a ridare credibilità alla giustizia in Basilicata e, in particolare, a procedere senza ritardo:

a) alla copertura dei posti vacanti del personale amministrativo e dei magistrati in tutti gli uffici giudiziari del Distretto della Corte di Appello di Potenza;

b) ad applicazioni extraterritoriali per sostituire magistrati in aspettativa e per smaltire il carico di lavoro delle cause civili esistenti presso la Sezione Distaccata di Pisticci del Tribunale di Matera;

c) alla rimozione delle incompatibilità ambientali e funzionali che riguardano le posizioni del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Potenza e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera;

d) ad un'ispezione affinché vengano verificate presso la procura generale di Potenza e la Procura della Repubblica di Matera il rispetto dei termini nei procedimenti di competenza, la data di iscrizione nel registro degli indagati dei responsabili di notitiae criminis, la durata delle indagini preliminari, le richieste di proroga di indagini preliminari e la celerità della richiesta di archiviazione ovvero di rinvio a giudizio dopo l'avvenuto deposito degli atti relativi alle indagini preliminari;

e) ad assumere ogni ed eventuale altro provvedimento ritenuto utile per ripristinare la credibilità della giustizia in Basilicata.

In Matera, Cinema Comunale, 22 novembre 2008

- posti a sedere n.451, tutti occupati; diverse decine di persone in piedi.

Il Segretario dell'Assemblea Il Presidente dell'Assemblea

(Maurizio Bolognetti) (Prof.Cosimo Lorè)

Gli scrutatori:

- Maria Santeramo - - Emanuele Nicoletti -




permalink | inviato da associazionencl il 22/11/2008 alle 22:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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