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Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
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IL SILENZIO DEGLI INCOSCIENTI
12 aprile 2008
 

di Anna R.G.Rivelli
da IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA del 30/07/2007

Un uomo fa i conti con la propria coscienza: associazione per delinquere, con l’aggravante del concorso anche morale se con la propria coscienza concorda. Questo è l’ultimo articolo della giurisprudenza lucana ed è proprio questo che spiega i tanti misteri irrisolti e le tante crepe della nostra Giustizia. Ma quale mafia, quali comitati d’affare !!! Siamo il paese dei giovani fin da giovani. Tante persone dabbene, infatti, per evitare di incorrere nel reato di cui sopra, con la propria coscienza non si sono mai incontrate e men che meno ci si sono messe d’accordo; anzi, forse, non si sono mai conosciute.

Nella Lucania delle intercettazioni alla fine è il silenzio che dovrebbe farla da padrone; alcuni, infatti, riescono ad intercettarlo sulle onde del senso del dovere, dell’onestà intellettuale, della deontologia professionale, ma intercettare il silenzio è più vietato che ascoltare telefonate. Intercettare il silenzio vuol dire violare la privacy di uno Stato che da Re-pubblica si è trasformato in Re-privata, recintata con fossati e filo spinato, dove tutti sono d’accordo con tutti (ma questa non è associazione a delinquere!) nel tutelare, interpretare, coprire, modificare…(ma questo non è diffamare!).

Far parlare il silenzio è dovere delle forze dell’ordine, dei giornalisti, sarebbe dovere degli amministratori prima ancora che della magistratura, ma questo capitolo della storia della Basilicata si continua a non volerlo scrivere. Se tutti fossero stati zitti, a quest’ora l’estate lucana scorrerebbe tranquilla con sole, cielo, mare, villaggi vacanze sulle nuove TV, i morti morti, i vivi morti ugualmente e i politici in attesa delle prossime elezioni tra boschi e acque limpide. E poi si blatera di una scollatura tra Politica e Cittadini. Ma quale scollatura, questo è il Gran Canyon !

Quella della Giustizia in Lucania è adesso un’emergenza nazionale come quella dei rifiuti nel napoletano; c’è un tanfo insopportabile e l’epidemia è già in atto. Vietato accorgersene, però. Vietato ai giornalisti, ai carabinieri, vietato ai magistrati e ai cittadini, vietato ai partiti. Ma i partiti sono ormai soltanto un’astrazione; si svegli la concretezza delle donne e degli uomini che della politica intendono salvare il senso e il destino, si coalizzino le donne e gli uomini che militano per passione e che nulla hanno a che vedere con certe trasversalità sempre arroccate in attacchi di difesa. Oggi più che mai il silenzio è degli incoscienti e chi non ha consapevolezza non è adatto al governo.

Grazie allora a quanti stanno pagando per una libertà ed una giustizia sempre più indifese e grazie a quanti sapranno svincolarsi dalle cieche e mute logiche di partito per abbracciare la causa di questo popolo offeso e martoriato nei suoi diritti più sacri.

E non si disturbino questi o quelli a domandarsi dall’alto di quale piedistallo provengono queste parole, perché nella vera democrazia basta essere nessuno.

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