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E CONTINUANO A CHIAMARLO GIUSTIZIALISMO
12 aprile 2008

 

di Anna R.G.Rivelli
da IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA del 18/07/2007

E continuavano a chiamarlo giustizialismo. Richieste di verità e pretese di giustizia continuano ad essere messe all’indice come volontà malevole di chi non si rassegna all’irreparabile. Vergogna e ancora vergogna per questa Lucania di indescrivibile bellezza che potrebbe volare altissima senza così tanta zavorra.

Ancora una volta lunedì 16 luglio la trasmissione “Chi l’ha visto?” si è soffermata sulle vicende della Basilicata noir e ancora una volta ha dato fastidio a molti; certo ne ha dato a chi da anni scommette sulla propria impunità ed anche a certi romanzieri travestiti da giornalisti che obbediscono a regie ormai né ignote né occulte.

Anche l’interrogazione dell’On. Belisario al Ministro Mastella ha dato fastidio a molti, tanto che qualcuno preferisce non averne “notizia ufficiale” (come il Dott. Chieco cui sfugge forse che l’ufficialità della cosa è facilmente reperibile sul sito della Camera); ma Belisario – manco a dirlo – è giustizialista anche lui, come l’On. Turco, del resto, che, pare inascoltatamente, ha tentato una simile interrogazione. Giustizialista è anche il p.m. Luigi De Magistris contro il quale – riferisce sussiegoso lo stesso Mastella dalle pagine dei principali quotidiani – sono state raccolte pile di ricorsi; giustizialisti anche certi suoi colleghi lucani, come il p.m. Vincenzo Montemurro da mesi ancora sotto il fuoco amico; giustizialiste forse anche mamma Filomena Claps e mamma Olimpia Orioli cui grandi saggi da sempre avevano consigliato una silenziosa accettazione di quella che loschi interessi spacciavano per fatalità. E giustizialisti siamo noi, tutti noi che non vogliamo rassegnarci né ad una targa in cima ad una scala, né ad una consapevolezza di ineluttabilità, né tanto meno alla complicità del silenzio, al rispetto per i colletti bianchi, all’accettazione passiva di zuppe precotte che qualcuno si ostina a propinarci.

Lassù nei palazzi, tra un pasto e un rimpasto, si continui pure a gridare al complotto e si aggiungano gli “ismi” alle richieste di giustizia. Ma questa non può essere una storia infinita. La gente vuole la verità e la vuole adesso: è questa l’ora di schierarsi per dimostrare con i fatti se la verità la si cerca davvero.

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