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noicittadinilucani
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
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POLITICA
VOGLIA DI CANTARE
26 febbraio 2009



...c'è un branco di tonti che ci crede ancor...


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POLITICA
FUGA IN NO MAGGIORE
22 febbraio 2009


A partire dal 9 marzo prossimo alla Camera dei Deputati dovrebbe andare in vigore un nuovo sistema di votazione che si avvarrà di un sofisticato congegno in grado di riconoscere l’impronta digitale di ciascun Deputato chiamato a votare. L’innovazione, costata (a tutti noi!) ad occhio e croce un miliardo del vecchio conio, si è resa necessaria per porre fine alle votazioni polifoniche dei cosiddetti pianisti di governo, quelli, cioè, che oltre a votare per se stessi, usano esprimere la preferenza anche per i colleghi assenti.

In pratica nell’eden del nostro Governo (quello stesso che con la politica estrema del ministro Brunetta mette agli arresti domiciliari i lavoratori malati, per di più decurtando loro lo stipendio) c’è chi usa “timbrare il cartellino” per i colleghi che non ci sono, con il duplice risultato di far percepire la diaria all’assente di turno (circa 207 euro) e di falsare il risultato delle singole votazioni, così da non mandare in minoranza il Governo. Ma quando si tratta della casta, l’opera moralizzatrice di Brunetta (per la cronaca, principe degli assenteisti) finisce per concretizzarsi in una spesa aggiuntiva esorbitante, piuttosto che nel licenziamento in tronco dei “pianisti” (come ovvio e giusto sarebbe non fosse altro per analogia con quanto accade nella pubblica amministrazione ). E beh ! Si vede che la musica piace a più di qualcuno. Per tutti noi, però, che speriamo che tanto sperpero di denaro pubblico sia almeno un preludio al cambiamento, si nasconde dietro l’angolo l’insidia di una fuga composta in no maggiore dal capobanda Berlusconi. Il no, infatti, è quello espresso alla richiesta di consenso per la registrazione delle impronte digitali ( necessaria, ovviamente, affinché il costoso marchingegno possa funzionare) che il nostro Premier avrebbe sollecitato ai deputati della sua maggioranza. Con un po’ di umana comprensione, si può capire come il solo suono delle parole “impronta digitale” possa far rabbrividire uno che, se non fosse stato per il lodo Alfano, le sue di impronte le avrebbe dovute apporre sopra un cartellino segnaletico, ma in questo modo si rischia di aggiungere il danno alla beffa: 440.000 euro, infatti, sarebbero stati spesi così, per niente, con l’unica possibile aspettativa di essere riciclati, per la gioia del ministro Maroni, per rilevare le impronte dei piccoli Rom; almeno una, e noi speriamo sia sempre quella del dito medio.

                                                                 Anna R.G. Rivelli

SOCIETA'
ARISA
22 febbraio 2009

Piccolo omaggio ad una ragazza che ha saputo scommetere su se stessa e che senza tradire se stessa è riuscita a volare. Bella canzone, splendida voce. Il suo fumetto è stata l'unica cosa vera dentro quel mondo di carta.


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POLITICA
E SPERIAMO CHE SE LA CAVI
18 febbraio 2009

Un’altra Regione è andata. Dal momento che non si può pensare ad un problema climatico se il centro destra sta inghiottendo le isole ed erodendo le coste d’Italia, forse una riflessione seria ci vorrebbe da parte di tutti e non solo da parte dei vertici del mondo politico. Forse dovrebbe essere proprio la gente a valutare con più attenzione ciò che sta succedendo e a documentarsi su quello che è il reale pericolo che incombe su questa Nazione. Ormai dovrebbe essere chiaro che il conflitto di interessi mai risolto ha concentrato nelle mani di uno ( e dei suoi molti servitori) l’enorme possibilità di manipolare l’opinione pubblica fino alla dolce schiavitù capace di coccolare nell’illusione del pensiero; in sostanza non solo è sottratta alla gente la verità su cui discutere, ma le è data in pasto la discussione preconfezionata sulla menzogna e sulle questioni artificiali, cosicché tutti ci si possa avviare alla meta prefissata, persino non con l’aria dei qualunquisti rinunciatari, ma con quella degli impegnati ben informati.

Per dirla tutta e per non lasciare spazio ad equivoci, va sottolineato innanzitutto che il problema Berlusconi in questo Paese c’è eccome. Va ribadito ( almeno per quanti non se ne fossero accorti) che mentre si alimentava fino al cattivo gusto la discussione sulla Englaro, il Governo elaborava una serie di provvedimenti osceni, sostenendoli con argomentazioni palesemente contraddittorie. Valga a mo’ di esempio la “stretta” sulla sicurezza che si avvale paradossalmente di provvedimenti tesi a togliere potere e autonomia a giudici e forze dell’ordine. Il problema dell’Italia in questo momento è Berlusconi e non bisogna avere timore di dirlo. Il problema Berlusconi sopravanza anche la crisi, per il fatto stesso che la di lui smania di sistemare le sue falle e preparare la sua ulteriore ascesa lo inebria dell’illusorio potere di risolvere le questioni più gravi (come la crisi, appunto) con un moto di ottimismo ed un invito a continuare a spendere; il problema Berlusconi sopravanza quello dell’immigrazione clandestina, quello della povertà crescente, quello degli stupri, se è vero come è vero che le sue azioni sono colpi di teatro che vivono di propaganda e di finzione ( vogliamo parlare della social card, della denuncia degli immigrati da parte dei medici, delle regalie fatte con l’indulto ai delinquenti di ogni specie?). Con tutto ciò ancora oggi, nella premiata sartoria delle libertà alla sconfitta del centrosinistra in Sardegna è stato confezionato un abito che ben si sono tutti attrezzati a propagandare. Ignazio La Russa e Pierferdinando Casini, in contemporanea col festival di Sanremo, si esibiscono a Ballarò con la solita canzone: l’analisi delle debolezze del PD e, guarda caso, da scrupolosi nunzi del vangelo secondo Silvio, cercano di convincere la gente che la debolezza dell’opposizione sia proprio quello che in realtà è l’unico e certo punto di forza, cioè Di Pietro. La cosa non può meravigliare più di tanto, comunque, finché ripetuta da cotanti apostoli. Lo sconcerto vero, però, aumenta quando è proprio il centro sinistra a mostrare incapacità di fare analisi coraggiose e di rivedere coerentemente i propri passi.

Il PD meno L, come ironicamente ama definire Grillo il Partito Democratico, è nato e cresciuto (quel poco che è cresciuto) con un grave difetto genetico: quello di essere sostanzialmente P&D, una specie di società a conduzione più o meno familiare dove le famiglie, con i loro capostipiti e con la loro numerosa ed avida prole, non si sono mai amalgamate veramente, ma piuttosto hanno continuato a rivendicare marchi di origine e, di conseguenza, postazioni, ruoli e poltrone. Il PD, insomma, è stato un’operazione di facciata nella quale, purtroppo, ci sono stati apparentamenti di interesse e relazioni ipocrite incapaci di rimanere nascoste anche agli occhi dei più ingenui. Tutto il rinnovamento che il Partito Democratico è riuscito a produrre, peraltro, si può sintetizzare nella recente proposta di nominare Mina senatrice a vita, tanto per alimentare la fama internazionale di un Parlamento la cui statura politica si misura con gli indici di ascolto. Il problema del PD, dunque, è il PD stesso, non Di Pietro che, caso mai, ne è stato l’unico alleato leale e scaltro nel comprendere fin da subito a quale deriva pericolosissima l’Italia si stava avviando al ritmo pacato di un buonismo tatticamente inconcepibile.

Di Pietro fa paura, dunque, e lo si attacca perché è l’ultimo baluardo della nostra Democrazia. Il problema Berlusconi esiste. Il PD ad aprire gli occhi …speriamo che se la cavi.

                                                Anna R. G. Rivelli

CULTURA
SULLE REGOLE DI GHERARDO COLOMBO
16 febbraio 2009

   mercoledì 18 febbraio 2009, alle ore 10,00, presso il Palazzetto dello Sport “Palacampagna” di Bernalda 
Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto
 presenta

GHERARDO COLOMBO
SULLE REGOLE

Coordinerà il Direttore del ‘Quotidiano della Basilicata’ dott. Paride Leporace.

L’evento, dedicato agli studenti e a tutti i cittadini, sarà occasione per tutti di ascoltare dalla viva voce del Giudice la via giusta da seguire per vivere e realizzare la vera democrazia. 

                                                              Cittadini attivi di Bernalda e Metaponto

                                             

POLITICA
LA VITTORIA DI PIAZZA FARNESE
15 febbraio 2009


    Il tentativo del Governo di sbarazzarsi di qualsiasi forma di opposizione ancora una volta è miseramente fallito. L'attacco ad Antonio Di Pietro e al suo presunto vilipendio al Presidente della Repubblica è stato smontato pezzo a pezzo con ben poca fatica

"Teoremi di facile dimostrazione" di Antonio Di Pietro | 14 Febbraio 2009
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

dal momento che né vilipendio, né benché minima offesa c'era mai stata né da parte di Di Pietro, né da parte di nessuno tra i tanti presenti che solo erano lì per esercitare un proprio sacrosanto diritto di manifestazione e di critica.

Vittoria dunque, ma solo di una battaglia. La guerra sembra ancora lunga, perché molti altri provvedimenti vengono agitati dal Governo contro le libertà fondamentali garantite dalla Costituzione. Primo tra tutti, l'emendamento del senatore D'Alia che mira ad imbavagliare definitivamente la rete che è rimasta l'unica possibilità di sopravvivenza per una informazione davvero libera.

Parola d'ordine, dunque: MAI ABBASSARE LA GUARDIA

                           Free Blogger
SOCIETA'
COSTO DEL FESTIVAL DI SANREMO = VERGOGNA NAZIONALE
14 febbraio 2009

 Bonolis dichiara: "Il cachet di un milione di euro? Niente di trascendentale, sono 8 mesi che lavoro».
Niente di trascendentale? Per otto mesi di lavoro quanto guadagna un impiegato, un maestro o un operaio? E il costo del festival di Sanremo non si può ridurre (naturalmente in questo caso ridurre non è il termine più adatto) al solo compenso del presentatore.
Per un Paese economicamente sull'orlo del baratro è una vergogna, oltre che un ennesimo, comodissimo paravento. Per un po', infatti, non sarà neanche necessario tirar fuori qualche altro morbosissimo caso da gettare in pasto al popolo per distrarlo dai problemi reali del Paese, tanto si parlerà di Bonolis, dei suoi ospiti e dei vestiti delle sue "assistenti".
SE GLI ITALIANI CAMBIASSERO CANALE (O SPEGNESSERO IL TELEVISORE) SAREBBE MEGLIO

                                         (gruppo FACEBOOK creato da Anna R.G. Rivelli)

POLITICA
PETROLIO 2
12 febbraio 2009

ACIDO SOLFORICO. BELISARIO (IDV): PDL SOTTOVALUTA UN ALTISSIMO PERICOLO PER LA SALUTE 
http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/post/2169095.html



PETROLIO. BELISARIO (IDV): PARLAMENTARI LUCANI DEL PDL PREDICANO BENE E RAZZOLANO MALE  
http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/post/2169100.html


PETROLIO IN BASILICATA. BELISARIO (IDV): INSODDISFACENTE LA COMUNICAZIONE DI DE FILIPPO 
http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/post/2169105.html

CIAO E.
9 febbraio 2009


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POLITICA
BEPPINO ENGLARO E IL SOGNO DI PALINURO
7 febbraio 2009

 

Stroncato il suo sorriso dal sonno irreversibile del coma, Eluana Englaro attende da diciassette anni in riva a un Acheronte che una barca pietosa la trasporti all’altra sponda; Eluana bella e radiosa come il troiano Palinuro che pure sognava l’eterna pace della sepoltura. “ Ora mi tiene l'onda e mi rivoltano i venti sul lido. Perciò ti prego per lo splendore giocondo del cielo e per le brezze, per il genitore e per le speranze di Iulo che cresce, invitto, strappami da questi mali”. Con queste parole il giovane eroe pregava Enea, disceso vivo nell’Ade, perché lo sottraesse all’obbrobrio di una sospensione che morte non era, ma nemmeno più poteva dirsi vita. Così Eluana implora dal suo letto una pietà dovuta principalmente a chi ama la vita, perché la morte (ed è un concetto squisitamente cristiano) proprio della vita è parte integrante, ne costituisce la naturale conclusione e deve essere accettata come dono col dono stesso che è il venire al mondo.

Il rispetto della vita, dunque, ha l’obbligo di tenere in conto il diritto a morire quando l’unica sopravvivenza possibile è quella imposta da un accanimento che rende terapia anche acqua e cibo, se questi vengono somministrati ad un corpo che non è più in grado di avvertire fame né di sentire sete. “Ora mi tiene l’onda e mi rivoltano i venti sul lido” ; così continua a dire l’ombra di Eluana al suo papà Beppino e l’onda e i venti gelidi e impietosi che continuano a rivoltarla su questa terra sono quelli di una speculazione politica e di una , ahimé, ribadita cecità confessionale che hanno trasformato il dramma umano e il dolore infinito in un ennesimo reality sul quale tutti ci stiamo affacciando con la saccenteria che, in casi come questo, solo si addice a chi sa tutto per sentito dire.

Così laddove il silenzio meglio accompagnerebbe l’ultimo straziante abbraccio di un padre e di una figlia, si alzano invece i toni fino allo scontro istituzionale in un Governo becero che quantifica il valore della vita coi gruzzoli di voti che essa può portare. La condanna a vivere di Eluana ha il consenso del Vaticano (che si schiera con palazzo Chigi e contro il Colle); questo per alcuni vuol dire, in traduzione, assicurarsi l’appoggio della Chiesa e i voti dei cattolici. La vita dei clandestini, invece, vale assai di meno, tant’è che questi li si può costringere a morire e a far morire i propri figli imponendo ai medici di denunciare quelli che si dovessero a loro presentare per ricevere cure necessarie; poco vale anche la vita di un clochard, contro cui parte di questo Parlamento non si astiene dall’istigazione razzista, o quella dei bambini di Gela la cui esistenza viene continuamente barattata con gli interessi delle compagnie petrolifere. Anche la vita di tanti giovani soldati vale assai meno di quella di Eluana quando si decide di inviarli in missioni di pace armate fino ai denti. Così squali e barracuda nuotano nel mare di quei precetti cristiani che, in uno Stato laico come il nostro, hanno il diritto di essere espressi, ma non quello di essere imposti né dagli altissimi prelati che vivono di rendita affittando e sfrattando dagli immobili della Chiesa la povera gente, né tanto meno da certi baciapile ipocriti che conoscono l’arte di piegare il diritto a misura di sé e dei propri interessi.

Sia adesso lieve l’onda su di te, Eluana, lieve poi la terra. E sia l’unico Dio, quello della Misericordia, ad avere pietà della vita misera degli avvoltoi che ti girano intorno.

                                                              Anna R. G. Rivelli

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