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noicittadinilucani
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
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noicittadinilucani@alice.it

 

 

  

 

 

 

 

  

 

  

 
 

 

  
  

 

 

 

  

  

 

 

 

   

 

 

 

 


 



 
 

 

 


 

 

 
 

 


 


 


 


 


 

 


 


 


 


 


 


 


 


 

 


 

 


 





 

 

POLITICA
ED ANGELINO COME FA? NON C'E' NESSUNO CHE LO SA
13 gennaio 2009

Angelino Alfano è come il coccodrillo; nessuno sa come fa e, soprattutto, cosa fa.
Chi non avesse tempo o voglia di guardare tutto il video (cosa francamente assai consigliabile) può almeno guardarlo nei minuti che vanno dal 5;00 all'11,00 e dal 17,00 al 22,00. Insomma 6 minuti + 5 che fanno la differenza tra la dittatura e la democrazia, la menzogna e la verità, l'omertà giornalistica e la corretta informazione.

******

Al link di seguito riportato c'è un ulteriore utile approfondimento.
http://toghe.blogspot.com:80/2009/01/alcuni-documenti-sulla-vicenda-di.html 

POLITICA
MA QUALE GUERRA TRA PROCURE !
7 dicembre 2008



Ma quale guerra tra procure! Siamo di nuovo al capolinea. C'è chi vuole arrivare alla verità e chi ha interesse ad insabbiare. Quella poi dei magistrati di Catanzaro denudati durante la perquisizione, ci scusi tanto chi se l'è inventata, ci fa proprio ridere.
Il CSM, complice un Ministro della giustizia sommaria, dispone il trasferimento per Iannelli ed anche per Apicella e null'altro sa fare che sbarazzarsi degli incomodi gridando alla riforma. Ma di questo passo non potremmo che aspettarci una riforma radicale, una di quelle capaci di fare selezione di magistrati alla base con il  criterio della
demeritocrazia.

Ascoltate l'intervista rilasciata dal nostro socio Maurizio Bolognetti e, per piacere, diffondetela quanto più è possibile.

CHIEDIAMO AIUTO A TUTTI COLORO CHE LEGGERANNO QUESTO POST.
QUELLO CHE STA SUCCEDENDO NON RIGUARDA SOLO LE PROCURE, NE' RIGUARDA SOLO BASILICATA E CALABRIA
.

CI SONO BATTAGLIE CHE SI VINCONO O SI PERDONO PER TUTTI. 
 

PROCURA DI SALERNO
6 dicembre 2008




TESTO INTEGRALE DEL DECRETO DI PERQUISIZIONE DISPOSTO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI SALERNO 
             

http://lucania.ilcannocchiale.it/2008/12/05/aderiamo_alliniziativa_del_set.html

POLITICA
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE NAPOLITANO
5 dicembre 2008
                                        


Gentile Presidente di questa Repubblica Italiana,

il susseguirsi degli eventi relativi alle indagini della Procura di Salerno in merito all’operato della Procura di Catanzaro ed alla vicenda professionale del pm Luigi De Magistris stanno spingendo molti di coloro che a vario titolo in queste indagini risultano coinvolti a rivolgersi a Lei quale estremo garante di una giustizia che tutti sembrano invocare a gran voce, ma che da tempo tuttavia appare a noi Cittadini sbiadita e lontana. Permetta anche a me, dunque, persona qualsiasi eppure Cittadina di questo Stato democratico, di rivolgerLe una preghiera con la certezza di interpretare il sentimento di molte, moltissime altre persone che nell’amarezza sconcertante di quanto sta accadendo sperano tuttavia di trovare finalmente una luce capace di ridare speranza e, magari, anche delle certezze, sulla credibilità delle massime nostre Istituzioni.

In questa nostra Italia, in cui oggi sembra non si rinunci mai a definire eversivi parole o atti che abbiano una qualche pur vaga parentela con la ricerca della verità e con la reale salvaguardia del bene comune, troppe volte ci siamo sentiti ingannati da una anomala coesistenza di contrastanti interpretazioni di fatti medesimi che mai nessuno ha avuto capacità o volontà di chiarire. Ancor più nel nostro Meridione, in questo Meridione che qualcuno vorrebbe in tutti i sensi spazzatura d’Italia, il bisogno di coerenza, di verità, alla fine di giustizia vera è diventato una fame vorace che necessita di essere definitivamente soddisfatta. Non ci si canti dunque ancora lo stornello del giustizialismo, della precoce e ingiusta colpevolizzazione degli innocenti fino a prova contraria, della cultura del sospetto. Non ce lo canti anche Lei Presidente, Lei che in questo momento, in quella che appare una vicenda senza precedenti nella storia della nostra Repubblica, ha il dovere sacrosanto di restituire a noi tutti ciò che di più prezioso ci è stato tolto, e cioè la fiducia che il bene comune e la libertà siano realmente tutelati da chi ci governa ed amministra.

Il modo in cui nello scorso mese di luglio si era chiusa la vicenda De Magistris, con la bocciatura da parte delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del suo ricorso avverso la sentenza della Sezione Disciplinare con la quale il C.S.M. gli aveva inflitto le sanzioni di censura e trasferimento d’ufficio, non aveva che ottenuto l’effetto di lasciare i Cittadini nel dubbio. Allora, infatti, con una sentenza “tecnicamente ineccepibile”, la Corte di Cassazione aveva rinunciato ad affrontare il merito della questione e, senza dare ragione né torto né a De Magistris né alla Sezione Disciplinare del C.S.M, aveva reso definitiva una sentenza che lasciava sul C.S.M. tutta intera la responsabilità e sulla cittadinanza tutta intera la sensazione di essere stata ancora una volta gabbata.

Oggi ci risiamo. L’uomo della strada non sempre ha elementi per giudicare, ma sempre, però, ha occhi per vedere e qui, in questo nostro Paese, molte cose c’erano da vedere che troppo a lungo nessuno ha visto; moltissime ce ne sono ancora, in Calabria come in Basilicata, che fortemente temiamo finiscano sotterrate come tante altre scorie.

Gentile Presidente, laddove non solo non c’è giustizia, ma della giustizia si perde persino la speranza, non può esserci progresso né futuro; e dove non c’è futuro non resta che la disperazione; e dove la disperazione cresce c’è il rischio che la ragione sia prevaricata dalla delusione, dalla rabbia e dall’odio per coloro che all’Italia, al Mezzogiorno e a noi stanno sottraendo anche il presente. Perché coloro è certo che esistono; l’uomo della strada non ha elementi per giudicare, ma occhi per vedere sì.
                                                           
                                                                           Anna R.G. Rivelli

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