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noicittadinilucani
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
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noicittadinilucani@alice.it

 

 

  

 

 

 

 

  

 

  

 
 

 

  
  

 

 

 

  

  

 

 

 

   

 

 

 

 


 



 
 

 

 


 

 

 
 

 


 


 


 


 


 

 


 


 


 


 


 


 


 


 

 


 

 


 





 

 

POLITICA
L'AFASIA DEL POTERE
19 giugno 2010

Che si voglia parlare di antipolitica, di superficialità o persino di qualunquismo, sta di fatto che lo scollamento tra la massa dei cittadini e le elite della politica si fa sempre più netto e sarebbe errore gravissimo non registrarlo come fenomeno preoccupante. Le urne sempre più spesso disertate, il senso di scoraggiamento, se non di disgusto, nei confronti delle maggiori istituzioni, la ricerca spasmodica e spesso approssimativa di un’alternativa credibile, la sconsolata aspirazione a radere al suolo un esistente che appare sempre più omogeneo nei difetti, alla fine la volontà di adattarsi ad un habitat che imporrebbe una mutazione genetica in cambio della sopravvivenza, sono nient’altro che le difese che stanno progressivamente venendo a mancare al sistema democratico. E se è vero che la Storia viene scritta dalle mani di pochi, vero è pure che il popolo è il foglio su cui necessariamente bisogna lasciar scorrere l’inchiostro e se questo si stropiccia troppo, si sgrana o addirittura viene a mancare, la storia si confonde, si macchia e non si legge più.

In Basilicata, a pochi mesi dagli ultimi turni elettorali, la situazione appare metafisica. Il Governatore De Filippo sembra essere sbucato fuori dal cilindro magico: a sentir vociare, infatti, nessuno lo voleva, eppure è stato eletto con ampio consenso; a Matera si ride amaro della messa al bando delle raccomandazioni future in un sistema che non ha dato risposte su quelle passate; a Potenza è una continuo “dagli al cemento” e “toto-assessori”. La partecipazione del cittadino, insomma, si svilisce e si riduce ad un confronto da bar, ad un chiacchiericcio che sempre più tende a disdegnare la conoscenza dei fatti e si limita ad una indignazione sic et simpliciter per quel partito preso che è, purtroppo, l’unico partito ancora ritenuto degno di stima.

Tutto questo perché si sta perdendo fiducia persino nel proprio buon senso. Di fronte all’agire di chi governa il cittadino lucano è ormai attanagliato da una sorta di sindrome di Stoccolma, un attaccamento morboso che tende piuttosto a far dubitare della propria capacità di analisi che non della spesso comprovabile illogicità di determinate misure. Come di fronte ad un quadro che tutti magnificano e che invece non ci riesce di apprezzare, insomma, finiamo per convincerci di essere noi a non comprendere quella che di certo deve essere un’opera d’arte.

Il guaio è che la sindrome svanisce quando qualcuno dagli alti scranni comincia a denunciare quello che il “popolino” aveva visto fin dall’inizio; quando qualcuno blocca i prima acclamati tirocini formativi, quando qualcun altro fa luce sui guasti dell’Arbea, quando qualcuno ha un’idea migliore su come non sprecare ottanta milioni di euro per l’industria, può capitare di accorgersi che quella denuncia la gente l’ha fatta da sempre, magari in cuor proprio, cercando di convincersi però che non era minimamente pensabile che cose così lampanti restassero oscure agli addetti ai lavori. Poi, invece, improvvisamente il buon senso ritorna a galla in cotanta palude e quindi ci si aspetta delle risposte che al muto sconforto del popolo non sono mai arrivate. Risposte, si intende, concrete e non di mera logica propagandistica, non di quelle, insomma, che giungeranno dai vari solerti portavoce a cercare di ricacciarci tutti nel limbo del chi non è addentro non potrà mai capire.

Il potere, però, troppo spesso è afasico e di queste risposte difficilmente ne dà. Di solito lascia correre, non parla, aspetta che la polvere si posi quando non è ancora polverone, permette che qualcuno ogni tanto si bei del sentirsi un poco al di sopra e al di fuori; per un poco si può, purché tutto al più presto rientri. Nel frattempo continua a ciurlare nel manico e, per esempio, aspettando che ci si dimentichi di tanti giovani laureati in attesa, il potere in Regione si dota di “esperti” impiegati di gruppo C assunti per chiamata diretta e per meriti certamente indiretti.

                                           Anna R. G. Rivelli

POLITICA
LA POLITICA AI CITTADINI
14 gennaio 2009




Confusione, clientelismo, lotta per le poltrone, corruzione... cosa ha a che fare tutto questo con la politica ? Nulla, ovviamente, perché la politica è in se stessa cosa nobilissima ed il degrado che oggi l'attanaglia è frutto della spregiudicatezza di molti e non meno , se vogliamo dirci la verità, del disinteresse di molti altri che hanno rinunciato ad occuparsi di ciò che accadeva intorno a loro ed hanno preferito farsi vassalli  e vivere il proprio destino da servi piuttosto che da padroni. 

Forse è ora di svegliarsi; è ora che i cittadini ritornino a sentire la propria responsabilità come diritto e come dovere e che siano capaci di pretendere da chi si candida per governarli il rispetto di un programma, la coerenza con un ideale, l'attenzione per il bene comune.

Per sollecitare e promuovere la partecipazione della gente, associazioni e liberi cittadini hanno organizzato per sabato 17 gennaio 2009  l'assemblea di cui si dà qui di seguito notizia dettagliata.

Non c'è antipolitica, in questa iniziativa, né pregiudizio di sorta. Tutti sono invitati per proporre, ascoltare, accogliere e cercare di dare concretezza ad idee e progetti; per fare politica, insomma, quella vera, quella con la p maiuscola che tocca a tutti, ma proprio a tutti, di dover fare. 

Aappuntamento quindi a 

                         SABATO 17 GENNAIO 2009 ORE 17:00 
                                    c/o TEATRO DON BOSCO  
                                         PIAZZA DON BOSCO  
                                                   POTENZA

POTENZA della PARTECIPAZIONE

dalla Città merce alla Città Bene Comune

Noi: gruppi, movimenti, associazioni e cittadini della società civile presenti sul territorio crediamo che

"UN'ALTRA CITTÀ È POSSIBILE".

In questa città, la mancanza di un indirizzo politico e culturale e di regole trasparenti hanno consentito alle lobbies politico-economiche di imporre il prevalere dell'interesse privato su quello pubblico e di impedire qualsiasi reale processo partecipativo e democratico nel governo della città.
Il nostro impegno nella società civile ha messo in luce un disagio crescente che i cittadini di Potenza sentono quotidianamente: nel vivere in quartieri disumani e degradati; nel percorrere strade impraticabili perché congestionate, inquinate, impraticabili dai pedoni; nel sentirsi considerati solo consumatori-elettori; nell'essere soggiogati da un'impotente rassegnazione che priva gli individui di quel senso di identità, cittadinanza, responsabilità, il quale è alla base di una comunità civile e democratica.
Dunque "il riconsegnare il diritto alla speranza" costituisce un obiettivo irrinunciabile!

A tale scopo
INVITIAMO
le donne e gli uomini della nostra città, le associazioni e i movimenti a un confronto pubblico su principi, idee e proposte per provare a progettare insieme un altro governo della città , a cominciare da:

1. Nuovi modelli per la Politica, la Partecipazione e la Legalità

· Il superamento delle logiche clientelari e familistiche nella gestione della cosa pubblica;
· la trasparenza e l'accesso agli atti;
·  la metodologia partecipativa come modalità di rilevazione e d'azione nei processi decisionali;
· la legalità come sistema per affermare diritti e giustizia e favorire la ricerca della verità.

2. L'Ambiente (la terra, l'aria, l'acqua e la biodiversità, nostre sorelle)

· La scienza e le nuove tecnologie per un uso non tecnicistico e mercificante, ma responsabile e sostenibile del territorio;
· la mobilità sostenibile (dall'automobile alla mobilità collettiva, dallo stress al benessere);
· l'energia (il risparmio, l'efficienza, le energie rinnovabili, l'autoproduzione);
- i rifiuti (il risparmio, il recupero, il riutilizzo, il riciclo): verso l'eliminazione dei rifiuti;
·La riduzione del consumo di suolo e la difesa degli spazi collettivi e delle aree verdi; 
· il monitoraggio e l'abbattimento dei fattori inquinanti: inquinamento acustico ed elettromagnetico, polveri sottili, gas serra.

3. L'economia dell'Uomo

- il bilancio partecipato (ripartire dalle istanze delle persone e del territorio);
· commercio equo e finanza etica (scelte responsabili per coniugare economia, tutela dei diritti dell'uomo e tutela ambientale);
- dalla speculazione edilizia alla casa come bene comune e accessibile a tutti, nel rispetto della qualità dei quartieri, dell'ambiente e del territorio. 

4. La Cura e la Manutenzione 
· Gli spazi pubblici, il paesaggio, la storia.
5. I beni comuni (materiali e immateriali)

- L'acqua, l'aria, la terra, la biodiversità, la scuola, itrasporti, l'igiene, i servizi, ma anche i diritti (al benessere fisico e spirituale, al riposo, al tempo libero etc.), il lavoro, la salute, la democrazia, la partecipazione, le pari opportunità etc.

6. La Qualità della Vita

· Nuovi modelli di consumo: la filiera corta, i prodotti locali e biologici e a basso impatto ambientale;
· la citta a misura di tutti, dai bambini agli anziani;
·gli spazi di socializzazione, il verde diffuso, i percorsi protetti; 
·l'abbattimento delle barriere architettoniche. 

7. Noi e gli Altri

· La convivenza civile;
- la cultura;
- la pace;
- l'accoglienza.

8. L'Urbanistica Condivisa e Sostenibile

· la città è un bene comune;
- la pianificazione indispensabile è quella attenta alla  qualità della vita e non agli indici edificatori e al metro cubo;
·la sostenibilità è possibile.



 

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