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CULTURA
IL POPOLO MATERANO TRA STORIA E BIOLOGIA
9 marzo 2014
diritti
PARTENDO DALLA CROCE A CUI SONO INCHIODATI GLI AMMALATI
25 gennaio 2014



Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera aperta della Presidente di Domos Basilicata, Rosa Viola,   indirizzata al Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella



Caro Presidente,

nell’augurarle buon lavoro per il gravoso impegno  a cui è stato chiamato da qualche mese, non posso nasconderle che, come molti cittadini lucani, ero curiosa di conoscere i nomi degli assessori  che  avrebbero collaborato con Lei nel governo della nostra regione. Oggi questi nomi sono noti  e al di là di qualsivoglia perplessità, che pure molti hanno espresso, ritengo che debba essere accolto con favore chiunque abbia la buona intenzione e la competenza per mettersi al servizio del bene comune e assolvere ad un compito così alto come la buona amministrazione Per questo, in qualità di presidente di Domos Basilicata, associazione che, da anni, si occupa di donazione di cellule staminali emopoietiche da sangue midollare, periferico e cordonale, non posso che dare il benvenuto al nuovo Assessore alla Salute della regione Basilicata, dott..ssa Franconi, che, alla sua prima uscita pubblica, si è messa in evidenza per aver manifestato la volontà di rimuovere il crocifisso dal suo ufficio per farne un luogo accogliente e aperto a tutti.

Sono molto contenta che il nuovo assessore sia partito dalla Croce  e mi sento in perfetta sintonia con Lei perché anche noi, nel nostro impegno quotidiano in favore della donazione del midollo osseo, partiamo proprio dalla Croce : quella croce alla quale sono inchiodati i nostri ammalati,  spesso bambini , a cui non possiamo far mancare il nostro aiuto e la nostra solidarietà.

E dunque, caro Presidente, vengo al motivo di questa mia lettera per sottoporle ancora una volta la questione della raccolta del sangue cordonale in Basilicata. Come Lei ben sa, per esserne stato primo firmatario quando era Presidente della Commissione sanitaria regionale, la legge regionale che istituisce la rete di raccolta del sangue cordonale in Basilicata, è la legge n.23 del dicembre 2007. Quella legge  arrivava dopo che a Matera, con l’avallo delle istituzioni regionali, era stata scritta una delle pagine più tristi e più amare della Sanità lucana ed erano state buttate nella spazzatura oltre cinquecento sacche di sangue cordonale donate da altrettante mamme, me compresa, che si erano illuse di poter donare la vita due volte: una volta ai loro bambini, l’altra ad un bambino ammalato. Il tutto per distruggere professionalmente un medico, il dott. Carlo Gaudiano, responsabile della banca regionale di sangue cordonale, che si poneva, per così dire, al di fuori del sistema, tant’è che lo stesso fu addirittura licenziato dall’Azienda ospedaliera di Matera ed ha dovuto attendere una sentenza del giudice del lavoro per essere pienamente e definitivamente reintegrato, ma solo fisicamente e non professionalmente, perché ancora attende di essere restituito al suo ruolo e alle sue funzioni. Ma anche questa è storia, caro Presidente, che Lei ben conosce.

Finalmente nel 2011, dopo tre anni dall’approvazione della legge 23, riparte la raccolta del sangue cordonale in Basilicata, ma siamo a tutt’oggi  lontanissimi da quelle cinquecento sacche che furono bancate nell’ormai lontano 2006, nonostante oggi  siano state coinvolte tutte, o quasi, le ostetricie della nostra regione, nonostante siano stati accreditati tutti, o quasi, i punti nascita della nostra regione, nonostante siano state destinate e, permettetemi di dire sprecate, risorse per trasportare i cordoni raccolti fino alla Banca di Roma, perché non c’è stata la volontà di istituire una nuova banca, dopo la distruzione di quella già esistente, e non si è voluto individuare una banca di una regione più vicina, dove far confluire i cordoni, il che avrebbe permesso un notevole risparmio di fondi che sarebbero potuti esseri impiegati per migliorare l’organizzazione di tutte le procedure previste. Perché è purtroppo proprio l’organizzazione ad essere estremamente carente, soprattutto nell’Azienda ospedaliera S. Carlo, dove, a fronte del più elevato numero di parti della regione, i cordoni finora raccolti sono nell’ordine di poche decine e dove ascoltiamo quotidianamente lamentele di donne, che pur manifestando la volontà di donare, per un motivo o per l’ altro non riescono a farlo.

Abbiamo infatti potuto sperimentare, occupandoci quotidianamente di donazione di sangue cordonale, che è molto cresciuta la sensibilità delle donne su questo tema ma non si è ancora sviluppata una vera cultura della donazione negli operatori sanitari( ostetriche e ginecologi) che dovrebbero esseri i primi promotori della donazione di sangue cordonale e che invece spesso vedono la raccolta dei cordoni come una perdita di tempo o un impegno in più non retribuito e non avvertono nemmeno l’esigenza di formarsi per questo compito, tant’è che disertano anche i corsi di formazione che Domos organizza a spese proprie.

E allora, caro  Presidente e caro assessore Franconi, forse sarebbe il caso , anche per riparare al mal tolto,di restituire al Dott. Carlo Gaudiano il compito di occuparsi di sangue cordonale perché se, da solo, con il solo supporto del volontariato, è riuscito allora a raccogliere cinquecento sacche, oggi con ben altre risorse umane e materiali a disposizione, forse  potrebbe fare ancora meglio per alleggerire quella croce da cui siamo partiti.

                                              Rosa Viola (Presidente Domos Basilicata)

                                     



BASILICATA ON MY MIND
15 aprile 2012

Ricevo e pubblico volentieri la mail di un giovane materano, studente fuori sede, per fortuna ancora affetto da lucanite acuta; Emanuele non solo non dimentica la sua terra, ma desidera impegnarsi per migliorarla e lo fa sin da subito mettendo a disposizione di tutti il suo lavoro. Una splendida lezione per quei lucani che, andati via, vivono un complesso di superiorità e guardano alla terra d'origine con superbia e disprezzo. Grazie, Emanuele!

qui di seguito, la sua mail e il link del suo webgis sugli eventi alluvionali nel Metapontino


Mi chiamo Emanuele e come la maggior parte dei ragazzi lucani sono uno studente fuori sede. Ho trascorso tre anni a Bologna dove mi sono laureato in geografia ed attualmente sto concludendo gli studi di laurea magistrale in Toscana. Nonostante il tempo trascorso, il mio cuore pulsa sempre per Matera. Avverto infatti il dovere di impegnarmi affinché possa dare anch'io il mio contributo allo sviluppo sociale, economico e culturale della mia terra. Pertanto ho dedicato la tesi di laurea ad un'area della Basilicata sempre più dimenticata dagli amministratori locali, ma che in antichità era un importante centro della Magna Grecia: il Metapontino.

Ho voluto quindi mettermi in gioco per realizzare uno strumento utile alla difesa del territorio. Gli eventi meteorici eccezionali sono sempre più frequenti nel Metapontino, tuttavia i politici e le istituzioni locali sembrano ciechi ed ogni qualvolta si presenti un evento, sembra che sia la prima volta che accada. La riprova si è avuta con il devastante evento del marzo 2011.
Il WebGis che ho realizzato mira a suscitare da parte di tutti un maggiore interesse verso la memoria storica al fine di prevenire disastri annunciati.
Spero quindi che il lavoro realizzato porti frutti alla mia carriera universitaria ma anche alla mia regione. Non nascondo inoltre la grande soddisfazione di far conoscere il nostro territorio, del quale mi sento quasi ambasciatore, in altre realtà.
Infine, mi auguro che noi giovani studenti lucani fuori sede possiamo ritornare nella nostra terra natìa per svolgere un ruolo di primo piano.

Saluti
Emanuele Tataranni

http://www.evalmet.it/


PS
Il link resterà sempre disponibile in questa pagina nell'elenco dei link  a destra

POLITICA
CARO CENTROSINISTRA LUCANO
20 luglio 2010

Potenza e Matera, così vicine e così “rivali”, in politica sembrano unite da un tragico destino. I due Comuni capoluogo boccheggiano (e non è colpa dell’afa) mentre una regione in affanno li sta a guardare purtroppo più rassegnata che attonita. Tra la gente, la gente normale che ogni tanto si vede riconoscere la dignità di popolo elettore ( sempre più inutile, viste le leggi e i “giochi di ruolo” dei protagonisti della politica ), il commento a quanto accade è ormai una smorfia muta o, al più, qualche esclamazione senza ambizione di esito; tuttavia un richiamo all’etica, prima ancora che alla coerenza personale ed alla ormai sputtanatissima questione morale, forse il cittadino comune è ancora in dovere di farlo, almeno per “morire” da protagonista nel dramma che è costretto a vivere.

Caro Centrosinistra lucano, baluardo di una opposizione che in Italia si assottiglia sempre più, forse è il caso che tu davvero ti renda conto di come appari ai cittadini che governi, a quelli che, subito dopo le elezioni, sembrano godere della stessa considerazione degli addobbi di Natale trascorso il giorno dell’epifania. So che queste critiche ti danno alquanto fastidio, ma ti assicuro che non è il caso, ancora una volta, di assumere un’aria di sufficienza e liquidare la questione con la solita scusa che la gente non può capire, che la gente non ha una visione totale del problema, che la gente parla senza cognizione di causa. La gente infatti, che è quella che vota, forza di resistenza o popolo bue, adesso veramente non ne può più; lo spettacolo che stai offrendo è più indecente di quanto poteva preventivare chi, vuoi per convenienza, vuoi per un senso di appartenenza o per una abitudine consolidata, con grandi aspettative o con il naso tappato, ti ha sostenuto e ti ha nuovamente affidato il proprio destino. Una persona “normale”, infatti, si domanda su cosa sono state disegnate le alleanze; magari la sua sarà una visione semplificata e parziale, ma in genere quando ci si unisce lo si fa sulla base di un progetto comune che si intende costruire, una sinfonia che non dovrebbe cambiare sostituendo i maestri d’orchestra, perché lo spartito lo si è già scritto insieme e tutti, esattamente tutti allo stesso modo, dovrebbero essere in grado di leggerlo e di riprodurne i suoni. Coalizzarsi, d’altronde, significa unirsi per avere più forza in vista di un obiettivo da raggiungere, un obiettivo che diventa talmente prioritario da catalizzare ogni forza e ogni sforzo dei gruppi e dei singoli. Purtroppo la coalizione che ha avuto l’ambizione ed ha acquisito il diritto di governare la regione e i due capoluoghi non appare esattamente così; l’armata Brancaleone era di certo più solida ed organizzata, almeno sembrava più idealista. I vari partiti che si sono uniti nella staffetta, giunti al traguardo si danno addosso il testimone, fanno a sberle, a cazzotti, a spintoni; la squadra, sotto lo sguardo basito del pubblico, non esiste più e solo perché il podio è troppo piccolo per farci salire su proprio tutti. La dialettica interna si riduce ad una sterile litigiosità, chi si è appiattito per timore di non entrare nella elettorale arca della salvezza, finito il diluvio sgomita per trovare più spazio, per sembrare più forte, più capace, più appetibile. Ma in Basilicata piove ancora a dirotto; le emergenze sono tante e la colomba col ramo d’ulivo è ben lontana dal sorvolare le nostre fabbriche, i nostri siti inquinati, i nostri giovani che se ne vanno, i nostri poveri sempre più poveri. Purtroppo ( e purtroppo per chi nelle sinistre si è sempre riconosciuto) i partiti avversari finiscono per avere sempre più ragione; e se anche fosse vero che fare l’opposizione è assai più facile ( cosa a cui, però, non può credere chi ha davvero in conto il valore della democrazia), forse sarebbe segno di grande acume comprendere che gli errori stigmatizzati sono sempre più spesso evidenze e non strumentali esercitazioni retoriche.
La posta in gioco è alta, forse assai più alta di quanto l’ arroganza del potere  riesca ad immaginare; le nostre città, la nostra regione hanno bisogno di essere governate e, di grazia, non con provvedimenti d’urgenza, ma con organizzazione e lungimiranza. Le poltrone che affannosamente oggi si cercano, rischiano di diventare le bare in cui da qui a poco riposare a lungo, ma molto, ma molto a lungo.
                            Anna R. G. Rivelli
POLITICA
LA GIUSTIZIA IN ATTESA
2 dicembre 2009

 

L’on. Rita Bernardini presenta un’interrogazione sulla situazione degli uffici giudiziari lucani e sul processo per diffamazione a carico del Segretario dell’Associazione Radicali Lucani.
 
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e componente della Direzione Nazionale di Radicali Italiani.
 
L’on. Rita Bernardini ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno ( http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/post/2392501.html ). La deputata Radicale interroga il Ministro della Giustizia sulla situazione di palese incompatibilità ambientale in cui è venuto a trovarsi il Procuratore della Repubblica di Matera. Nell’interrogazione della deputata radicale vengono affrontate questioni importanti che da tempo avvelenano la vita della nostra regione. La vicenda Marinagri, le minacce ricevute dal segretario del Prc Ottavio Frammartino, l’incredibile vicenda che mi vedrà sotto processo a febbraio sulla base di una querela sporta dalla moglie del Procuratore capo di Matera. Per dirla con Rita Bernardini è “quanto meno anomalo” che, il sottoscritto e alcuni compagni di sventura debbano essere processati presso il Tribunale di Matera, in una situazione in cui la pubblica accusa sarà rappresentata da un sostituto del dott. Giuseppe Chieco, Procuratore della Repubblica di Matera, nonché consorte della querelante.  
Ma di anomalie in questa nostra Basilicata ne abbiamo registrate tante in questi ultimi 20 anni. Guai a chi osa alzare la testa e si permette il lusso di denunciare malcostume e malaffare. Guai a chi non chiude gli occhi di fronte alla morte dello Stato di diritto, della legalità e della democrazia. Abbiamo raccontato in questi anni il “Caso Basilicata”, che per noi è e resta il simbolo del “Caso Italia”. Abbiamo descritto in questi mesi il degrado ambientale della nostra regione, parlando dei veleni industriali e politici della Basilicata.
Rita Bernardini nella sua interrogazione ricorda che c’è stata un’audizione degli avvocati dell’Associazione Autonomia Forense da parte del Consiglio giudiziario. Le domande poste dagli avvocati lucani sono rimaste senza risposta. E ancora, la Bernardini affronta la questione del permanere presso la sede di Potenza del dott. Tufano, il cui mandato è scaduto da mesi. Spero che in tanti trovino il tempo di leggere l’interrogazione presentata da Rita Bernardini e dai deputati Radicali. C’è di che riflettere, su una situazione che, a mio modo di vedere, avvilisce lo Stato di diritto, che del resto nel nostro Paese è morto da tempo.
L’on. Bernardini invita il ministro Alfano ad avvalersi della facoltà di avviare un’indagine ispettiva a carico del dott. Giuseppe Chieco. C’è da augurarsi che gli ispettori ministeriali tornino a Matera e sappiano valutare.   
POLITICA
PATRIMONIO DELL'UMANITA'
7 gennaio 2009




Consiglio Comunale a Matera: ovviamente non è  questo il patrimonio che tutto il mondo ci invidia.

MOZIONE SULLA GIUSTIZIA (dall'assemblea pubblica di Matera)
22 novembre 2008

MOZIONE SULLA GIUSTIZIA IN BASILICATA

L'Assemblea Pubblica sulla Giustizia in Basilicata, promossa dalle associazioni Progetto Legalità, Cittadini Attivi, Un Cuore Per...., Rinascita Civile, Radicali Lucani, Pensiero Attivo, Associazione Antiracket, Circolo Lucano e A.I.C.S. Matera, presieduta dal Prof.Cosimo Lorè, ordinario di medicina legale dell'Università di Siena, con l'assistenza del Segretario Maurizio Bolognetti e la collaborazione degli scrutatori Santeramo Maria e Nicoletti Emanuele;

TENUTO CONTO 
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diritti
A A A...ASSOCIAMOCI
20 novembre 2008

 

ASSEMBLEA PUBBLICA

SULLA GIUSTIZIA IN BASILICATA

SABATO 22 NOVEMBRE 2008 ORE 10,30

CINEMA COMUNALE MATERA

Nella classifica annuale dei paesi più corrotti, redatta da Trasparency International (organizzazione internazionale contro la corruzione), l’Italia si trova al 55° posto e peggiora annualmente la sua posizione.

In questo scenario di dilagante corruzione, si colloca il “Caso Basilicata”. Una piccola regione del Mezzogiorno dove, in base a notizie apprese dagli organi di stampa, è in atto un’offensiva volta a delegittimare ed eliminare tutti coloro che osano denunciare malaffare e corruzione, compresa quella parte sana di magistratura che osa indagare su comitati d’affari e consorterie che strozzano i cittadini.

Alle lungaggini dei processi, alla carenza di personale amministrativo, di magistrati e di risorse, si è aggiunto il quadro desolante emerso dall’inchiesta “Toghe Lucane”, che vede indagati magistrati e politici di primo piano per gravissimi reati, tra cui quello di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. Reati che destano serio allarme sociale.

Cinque anni fa, i Lucani seppero difendersi dalle scorie radioattive che politici cinici e spregiudicati avevano deciso di “scaricare” in un sito unico a poche centinaia di metri dalla battigia di Scanzano Jonico. Adesso, con la fierezza di chi ama la propria terra e sa difendere la propria dignità, i Lucani devono saper ricostruire la credibilità del sistema giustizia. E’ ormai ineludibile ripristinare

IL CONTROLLO DEMOCRATICO

SULL’AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA IN BASILICATA.

Al fine di evitare che il tessuto sociale venga irrimediabilmente compromesso, è necessario emarginare i corrotti e i corruttori, che proditoriamente vogliono ed alimentano la mala giustizia. Essi rappresentano una sparuta minoranza che non può ipotecare il futuro di tanti giovani e di tanta gente che si sacrifica e fa il suo dovere. Di tutto questo si parlerà NELL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRA’ A MATERA SABATO 22 NOVEMBRE, ORE 10,30 NEL CINEMA COMUNALE, a conclusione della quale saranno chiesti provvedimenti urgenti al Capo dello Stato, al Ministro della Giustizia ed al Consiglio Superiore della Magistratura per ridare funzionalità e credibilità alla giustizia in Basilicata.

Presiederà: Prof. Cosimo Lorè, ordinario di medicina legale Università di Siena;

Interverranno: Avv. Leonardo Pinto Presidente Circolo Lucano di Matera ed il Prof. Pietro Tamburrano Presidente Comitato “Cittadini Attivi”.

I Lucani tutti sono invitati a partecipare.


Progetto Legalità, Cittadini Attivi, Un Cuore Per..., Rinascita Civile, Radicali Lucani, Pensiero Attivo, Associazione Antiracket, Circolo Lucano Matera, A.I.C.S. Matera

POLITICA
LA STRANA COPPIA (della serie mi spezzo ma non mi "chieco")
30 aprile 2008



C’è da avere le lacrime agli occhi ! Se dal piangere o dal ridere è meglio non svelarlo, un po’ di suspence non può non fare bene nell’ordito di qualsiasi storia…anche se “epistolare-telematica”.

Ecco la trama. Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e neo socio di NoiCittadiniLucani, riceve sul suo blog uno strano messaggio da qualcuno che è o si spaccia per essere il Procuratore Capo di Matera, dott. Giuseppe Chieco, il quale invita il suo interlocutore ad un incontro privato nel suo ufficio. L’indirizzo e-mail (che non pubblichiamo perché NOI usiamo rispettare la privacy ) da cui proviene il messaggio risulta attivo e riporta il nome del Procuratore. Maurizio Bolognetti, incredulo, risponde alla mail e chiede un riscontro di autenticità, essendo facile sospettare in una situazione del genere di essere vittima dello scherzo di qualche buontempone o, peggio, di un tentativo di intimidazione di qualche male intenzionato. Il Procuratore (o pseudo tale) si rifà vivo riproponendo il suo invito, al quale Bolognetti oppone un cortese e prudentissimo rifiuto. La storia sarebbe terminata, ma si sa che i cantastorie amano tirarle a lungo e portarle nelle piazze per arricchirle a poco a poco di particolari fino a trasformarle in altro da quello che sono. Oggi, infatti, La Nuova del Sud, quotidiano locale assai noto per la fervida fantasia di alcuni suoi cronisti e per la sua commovente affabilità nei confronti del potere in genere, pubblica in bella evidenza la notizia di questa corrispondenza dandole un rilievo degno delle Ultime lettere di Jacopo Ortis; naturalmente la notizia (non) è interpretata e (non) è inquadrata da un punto di vista fazioso come i più potrebbero pensare, ma evidentemente è riportata così come è stata trasmessa. Ah già, trasmessa !!! Ma da chi ?!?!?! Da Bolognetti no, figurarsi ! Quello nemmeno lo aveva creduto che potesse trattarsi del “vero” Chieco, ma, se pure lo avesse dubitato, come minimo c’era da sospettare che riferire alla stampa una cosa così gli sarebbe costata la pena capitale appositamente ripristinata per lui, delinquente, già reo di fare a mezzo stampa domande poco gradite (ok, a Bolognetti il materano proprio non gli dice!). Domanda: se due si scambiano delle mail e uno dei due mantiene la cosa riservata, quanti ne restano che sono in condizione di passare la notizia alla stampa? Alla Nuova del Sud risponderebbero che sui conti è bene rispettare la privacy, perciò ognuno risolva il quesito da sé, ma…. Domanda n.2: che interesse aveva o ha avuto chi ha passato la notizia ? Domanda n.3: è davvero il dr. Chieco il temerario frequentatore di blog che non esita a usare comportamenti un po’ poco consoni alla sua figura istituzionale? Domanda 4: se è davvero lui il misterioso interlocutore, perché chiamare ad un incontro privato un esponente politico che chiede risposte pubbliche? Domanda n.5: e se non è lui, chi è e quali sono i suoi scopi? E se non è lui, avrà voglia il nostro Chieco di scoprire e denunciare chi ha trafugato la sua identità? Domanda ultima: perché la notizia è stata sollecitamente passata solo alla Nuova e non diffusa con un’agenzia ? A questa si può rispondere: similes cum similibus e non c’è niente di male. Ognuno sceglie chi sente più affine a sé e questa non è una colpa se lo scopo non è un tantino equivoco, un tantino diffamatorio e un tantino sorprendente. D’altro canto, Dott. Chieco, stia attento con questa così romantica corrispondenza ! Lo sa che il dott. Vincenzo Montemurro è stato ed è sotto fuoco di fila per aver bevuto in pubblico un paio di caffè ?







POLITICA
IL FILO ROSSO 2 - LA VENDETTA
26 aprile 2008

A proposito di corretta informazione, a proposito di arroganza del potere, a proposito di che c'entra questo con tutto il resto ...
Il senatore/sindaco di Matera si esibisce tra gli sguardi compiaciuti dei suoi fedelissimi e ...................................(tra: risponde, crede di rispondere, finge di rispondere, minaccia di rispondere  ognuno, dopo aver guardato il video, scelga il termine che ritiene più opportuno) all'evidenza dell'altro video pubblicato anche in questo blog sotto il titolo IL FILO ROSSO.
Guardare e meditare. Commentare non si può. Qui si resta senza parole. 

                                       

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