.
Annunci online

noicittadinilucani
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


Free Blogger
noicittadinilucani@alice.it

 

 

  

 

 

 

 

  

 

  

 
 

 

  
  

 

 

 

  

  

 

 

 

   

 

 

 

 


 



 
 

 

 


 

 

 
 

 


 


 


 


 


 

 


 


 


 


 


 


 


 


 

 


 

 


 





 

 

POLITICA
LETTERA SEMISERIA AD ANTONIO DI PIETRO
19 gennaio 2009

 

Gentilissimo Presidente Antonio Di Pietro,

benché già in altre occasioni io le abbia scritto, è la prima volta che mi rivolgo a lei con una lettera aperta, forse perché sono convinta che in questo momento il mio sentire di iscritta e militante del suo partito sia sentimento comune a molti altri che più o meno da vicino la seguono e confidano nel suo operato.

Sono giorni, Presidente, se non addirittura settimane, che prendiamo il caffè insieme, o, più precisamente, sono giorni che io faccio colazione al mattino mentre il suo nome, declinato in tutte le varianti familiari, con lo strillonaggio dei primi notiziari mi fa andare di traverso il caffè e mi fa cominciare male la giornata. Di Pietro torchiato. Di Pietrino indagato. Guai in famiglia. Questo in sostanza il tenore delle notizie che stanno spopolando tra tv e giornali, addirittura offuscando quelle dei morti di Gaza (e questo non mi meraviglia) e quelle delle performance in casa Grande Fratello (cosa che, invece, mi meraviglia moltissimo). Mi dico ogni giorno: ma se i vertici del nostro Governo, quelli che non presenziano all’insediamento di Obama perché troppo indaffarati nell’autocelebrazione, sono costretti da queste notizie ogni mattina a distogliere l’attenzione dalla maggiorata del GF e a non seguire la genesi della partecipazione di Mr. Brambilla Pivetti al più bucolico dei reality, qualcosa di grave ci sarà di certo. E così mi sconcerto; poi, però, mi rassicuro, perché leggo le sue risposte e vedo quale fiore di documentazione le accompagna. All’indomani, però, si ricomincia: Tonino, Cristiano, Cristiano e Tonino. E poi ancora il suo invito alla magistratura ad andare avanti e il suo assoluto rispetto per certe istituzioni mi ridanno la tranquillità perduta, ma fino al giorno dopo, quando si ricomincia con la storia delle sue case, dei rimborsi elettorali all’IdV e col conteggio dei centesimi che non torna dentro il suo salvadanaio.

Capirà, caro Di Pietro, che benché io sia un’ottimista di natura, ci sono momenti in cui un po’ mi smarrisco, non fosse altro perché in tanti continuano a domandarmi se ancora io ho fiducia in lei, se credo a lei o al simil ministro Gasparri che giurava sul guaio che le sarebbe capitato già prima che sua moglie restasse incinta di Cristiano. Immagini che nella girandola di così pressanti interrogativi, mi viene in mente quando, candidata IdV in posizione di certa ineleggibilità, dovetti documentare il mio essere incensurata e un po’ mi sento defraudata dalle tante insinuazioni che pure riescono a generare tanti dubbi.

Alla fine, però, c’è sempre una prospettiva da cui vedere il bicchiere mezzo pieno. In questo, sfacelo, infatti, in questo misero Paese in cui della giustizia non c’è più nemmeno l’ombra, in cui la magistratura la si sta mettendo in fila per tre col resto di due come i quarantaquattro gatti, in cui dai consigli comunali in su ormai non si è colpevoli per definizione; in questo Paese in cui qualcuno vuole costringerci a dubitare delle nostre certezze sacramentando sulle sue astratte verità, soltanto lei, Di Pietro, può in ogni caso restituirci un minimo di fiducia e di speranza. Pensi lei, insomma, se lei in persona, suo figlio o il suo cane avessero per davvero dissotterrato e sottratto un solo osso da un giardino; pensi un po’ che meraviglia ! Di certo sareste processati, con Bruno Vespa in prima fila e Travaglio finalmente costretto dalla sua onestà intellettuale a rilasciare interviste contro di lei. Finalmente, pensi ! In Italia un parlamentare processato e arrestato, magari pure intercettato ! Che soddisfazione sarebbe per noi, che soddisfazione! Finalmente nessuno più alzerebbe la voce in difesa della privacy, nessuno agiterebbe i privilegi della casta per aiutarla e noi, poveri cittadini oggi delusi e rassegnati, ritroveremmo ancora una speranza di poterne vedere almeno uno di giudice incorrotto portare fino in fondo il suo lavoro e credere anche lui che la giustizia, alla fine, ancora c’è.

E lei poi? A lei non penso – si domanderà -? Certo che sì. Ma lei, Dott. Di Pietro, chi crede di essere? Era forse anche lei candidato al premio Nobel come giura di esserlo stato il ministro Brunetta? Si crede davvero così intelligente e abile da schivare ogni legge, leggina e codicillo sistemati nei codici per garantire la casta? Pensa davvero di poter riuscire a farsi mettere in galera? O crede che qualcuno, nonostante le pressioni che l’Italia dei Valori sta facendo, veramente prenderà in considerazione le centinaia di migliaia di firme del v-day e si deciderà a cacciare inquisiti e condannati dal Parlamento ? E allora certo che ho pensato anche a lei! Immagini che carriera farebbe ! Certo, è vero, ne avrebbe di strada per eguagliare certi tanto illustri novantenni, ma prima o poi le candeline si spengono definitivamente e qualche posto libero, ressa permettendo, resterà magari anche per lei.

Buona colazione, dunque, Tonino, e cari saluti al suo Cristiano.

                                                             Anna R. G. Rivelli

POLITICA
DIPENDE UNICAMENTE DA CIO' CHE SI DICE
15 maggio 2008





"Dipende unicamente da ciò che si dice". Con queste parole il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha inequivocabilmente dato l'esatta definizione del "dialogo" che il nuovo Governo è disponibile ad accettare. Dialogo che passa, evidentemente, attraverso gli attacchi ad Annozero e a Travaglio, partendo da un conflitto di interessi mai risolto per ambire ad un approdo sulle intraviste sponde del silenzio cosmico di una classe politica dedita alla salvaguardia di se stessa e dei propri privilegi e pronta all'l'inciucio mascherato da buonismo teso all'interesse del Paese.
L'unica voce fuori dal coro, l'unica opposiszione veramente dalla parte dei cittadini, è quella di Antonio Di Pietro ed è una voce che mai prima d'ora è stata così chiara, così priva di mezze misure, così determinata.
Apparentemente più pacato, ma nella sostanza altrettanto chiaro ed inequivocabile, è stato il discorso pronunciato  in Senato dal Capogruppo dell'Italia dei Valori, Senatore Felice Belisario che sottoscrive l'intenzione di fare  "una opposizione visibile che terrà conto di quanto il Paese reale chiede e di cui l’IdV si farà interprete senza tentennamenti, ammiccamenti o blandizie".

La dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori per la fiducia ( che non è stata data) al Governo è un capolavoro di coraggio ed è un tripudio di verità. Chiunque sia intellettualmente onesto non può in questo momento non riconoscere che L'Italia dei Valori è l'unica speranza dell'Italia.

Pubblichiamo il discorso di Antonio Di Pietro (il relativo video è su www.italiadeivalori.it ) ed invitiamo a leggere anche quello del Senatore Belisario (http://www.felicebelisario.it/?p=147) non solo  per rendere onore al merito, ma anche per ricordare a tutti coloro che militano in questo partito, e ancor più a quanti a livello nazionale e locale lo rappresentano, che la linea dell'Italia dei Valori è e deve restare una linea retta, senza mezzi termini e senza compromessi.


Antonio Di Pietro: Vorrei dirle con il sorriso sulle labbra, signor Presidente del Consiglio, che mai avrei immaginato, di trovarmi per la seconda volta a dare un giudizio sul suo Governo. La prima volta mi è capitato quando mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato. Poi se l'è scordato, perché lei è abituato a dimenticare, quando le cose non le fanno piacere
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania - Una voce dai banchi del gruppo Italia dei Valori: «Lasciate parlare!»).

Gianfranco Fini: Prego di non interrompere. Lasciate esprimere all'onorevole Di Pietro la sua opinione.

Antonio Di Pietro: Quindi, signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi dell'Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell'Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi dell'Italia dei Valori! Infatti, noi dell'Italia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.
Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia...
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire e prego ancora i colleghi di non interrompere gli oratori.

Antonio Di Pietro: E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti...
(Vivi Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Antonio Di Pietro: Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest'Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti...

Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però.

Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice
(Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...

Gianfranco Fini: .. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell'emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.

Antonio Di Pietro: Ha ragione signor Presidente della Camera, dipende da quello che si dice: non bisogna disturbare il manovratore!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)
Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti.

Antonio Di Pietro: Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico). Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti.
Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà).
Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso - ed ancora ieri - ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà)
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.
Lei è in conflitto di interesse con se stesso e nulla vuole fare per risolverlo. Così ancora oggi nessuno di noi può sapere, quando decide qualcosa, se lo fa per sé o per gli altri, e quali altri poi. Lei non ci ha detto ieri come intende risolvere il conflitto di interesse, anzi ce lo ha detto con il suo silenzio: non intende risolverlo.
Lei ieri ha descritto un Paese di sogni e di balocchi, in un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutti: nord e sud, poveri e ricchi, imprenditori, lavoratori e parti sociali deboli, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori. Insomma, ha fatto solo un discorso furbo per cercare di imbavagliare l'opposizione. Ma noi non abbocchiamo.
Lei dice di volere il dialogo...

Antonio Di Pietro: ... ma noi crediamo che lei voglia un dialogo ad una voce sola: la sua. E chi non la pensa come lei è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista; insomma un disturbatore da isolare e condannare.
Lei dice di volere una giustizia che funzioni, lo ha ripetuto anche in questi giorni. Ma come può funzionare - di grazia - una giustizia con le leggi ad personam che si è fatto fare nella scorsa legislatura? Come può funzionare un libero mercato, che lei dice di volere, quando ci sono falsificatori di bilanci - che lei conosce molto bene, a lei molto vicini - che grazie alle leggi fatte fare da lei e dal suo Governo oggi possono stare ancora liberi in giro per l'Italia?
Lei dice che vuole combattere l'evasione fiscale, ma intanto ogni giorno se ne inventa una, nel corso del processo che la riguarda a Milano, per ritardare i tempi della giustizia che la riguarda.
Lei dice che vuole combattere la criminalità organizzata, ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull'evasione fiscale, sul falso in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente tra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate. Se lo ricordi questo leitmotiv, perché lo sentirà per tutta la legislatura
(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sono tutte questioni chiave su cui lei si è ben guardato dal prendere posizione.Certo, lei ha più volte teso la mano all'opposizione, a quell'opposizione che pensa di ingraziarsi ammiccando un po' di più. Io non credo che il Partito Democratico, che è un partito che ha la sua storia, ha un suo passato, cadrà nel trabocchetto, né ci cadremo noi dell'Italia dei Valori.
Noi crediamo che fare opposizione vuol dire innanzitutto riscrivere la verità rispetto alle disinformazioni che lei ha portato avanti in questi anni nel nostro Paese. L'opposizione ideale che vuole lei è quella di un'opposizione morbida che non denuncia, non alza i toni, non fa battaglie anche dure per il rispetto delle regole democratiche, insomma un'opposizione di Governo. Noi questa opposizione non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Partito Democratico, perché una cosa è ascoltarla, un'altra è venirle appresso.
Insomma, sappia signor Presidente del Consiglio che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche, ma anche di proposte costruttive, che è quella dell'Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro: Un'opposizione che avrà anche il coraggio e il dovere, allorché lei dovesse fare un provvedimento negli interessi dei cittadini, di votarlo, ma mai di scambiare la sua politica come una politica nell'interesse della collettività. Noi crediamo che lei abbia fatto e si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali e giudiziari (Proteste dei deputati del gruppo Popolo della Libertà - Una voce dai banchi del gruppo Popolo della Libertà: «Vergogna!»); è questa la verità che non ci toglie nessuno. Noi non le diamo la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo del Partito Democratico - Commenti di deputati del Popolo della Libertà)!


POLITICA
VOCI DA V- DAY
23 aprile 2008






ANTONIO DI PIETRO

Il 25 aprile sarò a Milano, alle ore 11:00 in Largo Cairoli, per firmare i tre referendum promossi da Beppe Grillo per una libera informazione.
L’Italia dei Valori si mobilita in quella che riteniamo sia un’altra battaglia politica importante per assicurare al cittadino il diritto ad essere ben informato, a ben informare e informarsi come la Carta Costituzionale vorrebbe e, in Italia, non è.
Di seguito il testo di una mia dichiarazione sull’iniziativa.

"Passato il momento elettorale, noi dell’Italia dei Valori, ed io personalmente vogliamo continuare a portare il nostro contributo in difesa della legalità, della trasparenza, e in questo caso, della trasparenza, indipendenza e pluralità dell’informazione.
Il 25 aprile ci sarà il Vday, promosso da Beppe Grillo. Molti dicono che questo è un atto di antipolitica: niente di più sciocco, perché non c’è niente di più politicamente corretto che quello dei cittadini, semplici cittadini, che nello stesso giorno, ad una stessa ora, si recano e si mettono insieme davanti a dei banchetti per raccogliere firme per abrogare una legge che ritengono incostituzionale o comunque che abbia fatto il suo tempo, o per presentare una legge d’iniziativa popolare. L’istituto del referendum e l’istituto delle leggi d’iniziativa popolare sono voluti e garantiti dalla Costituzione, e chi lo porta avanti non fa un atto di antipolitica, ma di vera politica. L’antipolitica è quella di chi va nelle istituzioni per farla franca, altrimenti dovrebbe andare in qualche carcere, è quella di chi da dell’eroe ai mafiosi e di chi si candida per trovare un posto al sole per se e i suoi cari.
Detto questo, il 25 aprile si raccolgono le firme per avere un’informazione più libera, indipendente e trasparente. Eliminare i finanziamenti pubblici all’editoria, perché c’è uno spreco enorme di quasi un miliardo di euro, e soprattutto perché poi, di fatto, l’informazione viene controllata dai sistemi dei partiti e dal sistema dei poteri forti. Vogliamo eliminare l’albo dei giornalisti, perché da che mondo è mondo non ha senso che per scrivere, parlare e far conoscere le proprie idee bisogna essere iscritti ad un albo e rispettare gli organismi della corporazione con la logica del “se stai nel giro buono vieni ammesso a poter parlare, altrimenti no”. Ma questa non è democrazia e non lo dico io, ma lo dicevano, come ha ricordato anche Beppe Grillo, Einaudi e Berlinguer. Questa legge che prevede l’ordine dei giornalisti è ormai antiquata, fuori tempo e fuori luogo, anche perché emanata a suo tempo da Mussolini con ben altro intento: mettere sotto tutela i giornalisti e la libera informazione.
Infine, vogliamo eliminare la legge Gasparri, perché tanto, ora che ha vinto Berlusconi, nonostante la Corte di Giustizia Europea ha già condannato l’Italia sulla legge che si è fatto per l’assegnazione delle frequenze televisive, nonostante la Corte Costituzionale ha ribadito che questa legge è incostituzionale, state pur certi che con questo governo e con questa maggioranza la legge Gasparri non sarà abolita, ma sarà modificata opportunamente per rendere legittimo quello che è illegittimo. E’ meglio cancellarla totalmente questa legge prima ancora che ci mettano il sigillo di una pretesa legalità.
Queste tre attività sono le prime uscite dell’Italia dei Valori post elezioni, perché riteniamo che la politica la si debba fare con i cittadini, tra i cittadini, chiedendo il voto ai cittadini. Le strutture dell’Italia dei Valori metteranno a disposizione dei banchetti per poter autenticare le firme, laddove dovessero mancare, e tutti sono invitati consultando la lista dei comuni in cui verranno allestiti i banchetti attraverso il Blog di Grillo di recarsi a firmare.
Certo, poi bisognerà fare il referendum, ma credo che un passo alla volta dobbiamo portare il nostro Paese verso una democrazia vera e compiuta, ora più che mai."



MARCO TRAVAGLIO

Diversamente dalle altre volte in cui vinse le elezioni, stavolta il Cainano non dovrà cambiare granchè in viale Mazzini. Con un moto spontaneo che previene e anticipa gli ordini ancor prima che il padrone li abbia emanati, i tg Rai, al seguito di quelli Mediaset, han cominciato a suonare la grancassa sull’«emergenza sicurezza» in perfetta sintonia con la campagna elettorale del camerata Alemanno per il Comune di Roma.


Per giorni e giorni, come se nel mondo non accadesse niente d’importante, hanno «aperto» con impressionanti incidenti stradali. Che peraltro sono un fenomeno piuttosto datato, fin da quando fu inventata l’automobile. Da allora càpita sovente che chi attraversa la strada venga falciato da un pirata del volante. Dispiace, ma succede. Ora, in mancanza di meglio, gli incidenti stradali, fino a qualche mese fa confinati nelle brevi delle cronache locali, diventano la prima notizia dei tg. Per dimostrare il lassismo della sinistra e il buonismo della magistratura rossa, che anziché inseguire gli automobilisti-killer se la prendono con eroi tipo Mangano e Contrada (santo subito anche lui). Poi, provvidenzialmente, è giunta la notizia di uno stupro a Roma. Via per un paio di giorni gli incidenti stradali e sotto con gli stupri, anch’essi frutto del lassismo di Prodi e dunque di Rutelli, nonché delle toghe rosse. Anche le violenze sessuali sono un fatto tristemente ricorrente, in tutte le metropoli del mondo. Di solito - è triste, forse cinico, ma è così - sono confinati in un articoletto a metà giornale, senza diritto di citazione nei tg, a meno che la vittima non muoia. Stavolta però diventano merce elettorale e allora tg e giornali rinunciano a decidere autono- mamente la gerarchia delle notizie, affidandola ai politici. E mettono lo stupro in copertina, facendo precipitare Roma, all’improvviso, in un film di Maurizio Merli o di Dario Argento. I leghisti tuonano giustamente contro «la sinistra dell’indulto», ma dimenticano un piccolo particolare: Alemanno l’indulto l’ha votato, esattamente come Rutelli. Quanto ai rumeni, fu il governo Berlusconi di cui Alemanno era ministro a spalancare le porte dell’Italia, senza filtri né precauzioni, alla cosiddetta «invasione romena». Esaurito il quotidiano omaggio ai nuovi padroni del vapore, il Tg1 ha poi proseguito come se il direttore fosse ancora, o di nuovo, Clemente J. Mimun: cronaca nera, cioè politica, poi cazzeggio assortito. Francesco Totti si lamenta: «Mi hanno gufato»: segue servizio sul verbo gufare, con intervista al linguista Vincenzo Salemme. Poi un reportage sui panda; uno sui campionati delle barbe in Germania; uno sulla campiones- sa che si fa suora (su quella che sta per sostituire la moglie di Putin, invece, silenzio di tomba: l’amico Vladimir non gradisce, infatti l’unica domanda sul suo prossimo divorzio nell’anno dedicato in Russia ai sacri valori della famiglia l’ha posta una giornalista russa, quella mitragliata per scherzo dal Cainano). Un bell’assaggio del «servizio pubblico» che ci attende nei prossimi cinque anni. Per sapere qualcosa di quel che accade davvero in Italia dovremo, come l’altra volta, munirci di parabola e interprete e gustarci i tg stranieri. L’altro giorno (come riferisce il sito articolo21.info) quello della spagnola Tve riportava il primo incidente diplomatico scatenato dal nostro futuro premier prim’ancora di insediarsi al governo, con una frase riportata col dovuto rilievo solo da l’Unità (subito rimbrottata dall’interessato): «Zapatero avrà una certa difficoltà, troppe donne nel suo governo». In effetti Zapatero non ha la fortuna di avere come ministri Bossi, Calderoli e Maroni. Così il Cainano ha compiuto il miracolo di mettere d’accordo la destra e la sinistra spagnole. «La risposta al vincitore delle elezioni italiane - riferiva la Tve il 16 aprile - è stata unanime, al di là del colore politico». E giù critiche feroci dalle neoministre Bibiana Aido e Magdalena Alvarez, ma anche da Esperanza Aguirre, presidente del Comune di Madrid (Partito Popolare, centro- destra): «Questo è il secolo delle donne, e una delle cose migliori del presidente è stata la nomina di così tante donne nel gover- no». Il socialista Alfonso Guerra ha sintetizzato il comune sentire iberico con una frase lapidaria: «Berlusconi è un delinquente, non c’è altro da dire su questo signore». Insomma l’immagine internazionale dell’Italia, oscurata da due anni di comuni- smo, torna finalmente a rifulgere nel mondo. In Spagna se ne sono già accorti. Il Tg1 seguirà.


POLITICA
ALMENO LA SPERANZA
11 aprile 2008


Siamo ormai agli sgoccioli. La propaganda elettorale dovrà a breve mettersi a tacere e non sappiamo cosa davvero ci aspetta. La speranza -si dice - è l'ultima a morire, ma... per quanto lunga può essere,  un'agonia non può durare per sempre.
Nel vaso di Pandora della politica italiana, proprio sul fondo di questa campagna elettorale, lascio le parole del Ministro Di Pietro, quelle che riguardano il destino di noi cittadini del Sud, augurandomi che gli Italiani non siano più insani di Pandora stessa e che sappiano lasciare dentro il vaso almeno la speranza.
Buon voto a tutti.

Guarda, Vota e Commenta su Fai Notizia

Antonio Di Pietro a Matera - Servizio Tgr Basilicata

sfoglia
dicembre        febbraio