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Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
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CULTURA
8 MARZO: UNA GUERRA ANCORA TUTTA DA COMBATTERE
8 marzo 2013


...la festa dell’8 marzo mi indigna nei suoi aspetti più folcloristici e retorici come la corsa all’acquisto delle mimose o le pizzerie eccezionalmente stracolme al femminile; odio al pari di molte tutto ciò che sa di programma di protezione nei nostri confronti, come le famose quote rosa peraltro spesso ipocritamente spese. Eppure più passa il tempo e più mi convinco di quanto sia importante questa celebrazione annuale che cade in un mondo tutt’altro che equilibrato dove la parità di genere è ancora ben lontana da venire. Elencare i tanti guasti di una società in cui la donna è sempre e costantemente minacciata nella sua dignità di persona mi pare qui superfluo; sappiamo bene, lo sanno tutte le donne, che per noi ogni strada è più erta ed insidiosa, ogni incontro è una lotta, ogni impegno un rito di passaggio. Abbiamo sempre da dover dimostrare qualcosa, sempre da doverci difendere, sempre da dover schivare l’offesa facendo attenzione a non ritrovarci addosso la colpa. Nonostante questa consapevolezza, però, ancora mi capita di restare basita di fronte a notizie come quella casualmente sfilata sotto i miei occhi qualche giorno fa. Una ditta americana, la Solid Gold Bomb, ha creato e messo in vendita una linea di T-hirt coloratissime con scritte che incitano alla violenza contro le donne. “Keep calm and hit her” (Mantieni la calma e colpiscila), “Keep calm e knife her” (Mantieni la calma e accoltellala), “Keep calm and punch her” (Mantieni la calma e dalle un pugno) “Keep calm and rape a lot” (Mantieni la calma e violenta tanto): che qualcuno possa aver ritenuto goliardiche e divertenti queste frasi è di per sé raccapricciante, ma il fatto che una intera filiera di persone (il creativo da strapazzo che le ha ideate, i responsabili della ditta che le ha prodotte, i gestori del sito internet sul quale sono state vendute a circa 17 euro ed i clienti stessi che le hanno acquistate) non ne abbia inteso l’assurda gravità ce la dice tutta su quanta strada ancora ci sia da percorrere. Le stragi di donne evidentemente nemmeno bastano; il femminicidio è per molti ancora solo un neologismo da talk show ed in fondo ancora per molti tutto il male che capita alle donne sono le donne che se lo cercano. Perciò anche quest’anno sopporterò di buon grado la retorica gialla della festa in nome di una guerra che è ancora tutta da combattere.

Buon 8 marzo a tutte le donne.

                                 Anna R.G. Rivelli


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